Anni Settanta: la musica e la politica, il singolare e il collettivo, il sesso, la coppia, aperta / apertissima / quasi sfatta, l'on the road praticato o immaginato, i concerti, il fumo, i jeans a tubo e quelli a campana, la psichedelia, l'antipsichiatria, la California, i miti e i riti, il lirico e l'epico, l'ironia, il quotidiano, i giochi, le credenze e le speranze, il prima e il dopo, il quartiere e l'oratorio, la piazza e i bar.. Cos'è che si ferma nel tempo?

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martedì 1 febbraio 2011


Carissime/i,
condivido con voi due brevi riflessioni dopo la manifestazione della Fiom di venerdi scorso.
1-Dopo trenta e passa anni dal '77, dal post-fordismo, dall'operaio sociale, dalla moltitudine in esodo etc. etc. ci troviamo (ancora? Di nuovo?) in una situazione in cui l'unico argine alla malata volontà di potenza del potere e del capitale sembra essere la classe operaia, le tute blu, i metalmeccanici, come nei lontani giorni del Novecento passato.
Da qui a "Studenti-operai uniti nella lotta" il passo è breve, ma anche se chiamiamo proletariato cognitivo quello che una volta veniva definito proletarizzazione degli intellettuali siamo sempre alle categorie di quando mi sono affacciato alla politica, quarant'anni fa.
2-Visti da dentro il corteo di ieri la FdS e SEL, non perchè fossero pochi, ma per l'irrilevanza che sembravano avere, mi ricordavano da vicino l'epoca in cui i superstiti dei gruppi ex-extraparlamentari si riorganizzarono parte in Dp, parte nel Pdup, entrambe organizzazioni assolutamente dignitose ma altrettanto assolutamente irrilevanti sul piano dell'agire politico. L'unica differenza tra allora e oggi si può trovare nella forte visibilità del "personaggio" Vendola, che però non so proprio fin dove possa arrivare solo con la sua "singolarità".
g.